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Articoli marcati con tag ‘tradizioni popolari’

Quattro salti nella padella della memoria – Viaggio enogastronomico nella mia Sicilia

Autore: Giovanni Fichera
Genere: Lingua e tradizioni popolari
ISBN:
Pagine: 240 | Prezzo: € 25,00

Sinossi
All’enogastronomia viene di certo riconosciuto un posto in prima fila nell’affollato coro delle voci in cui s’esprime la cultura materiale di un territorio osservato nelle sue stratificazioni storiche. Per muovere i primi passi nella direzione desiderata è stato necessario precisare innanzitutto il concetto di “tipicità”, da assumere come criterio-guida per l’individuazione e la selezione degli “oggetti” su cui concentrare l’attenzione. Far emergere l’identità enogastronomica di un territorio vuol dire infatti riconoscere e individuare i “sapori tipici” di quell’area, che in virtù della loro peculiarità la rendono distinguibile.
Vengono così identificati come “sapori tipici” i cibi naturali, i prodotti trasformati e le ricette che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche:
1) attribuzione ufficiale di un marchio riconosciuto.
2) identità geografica attestata dalla denominazione del sapore.
3) appartenenza documentata alla storia e alla tradizione locale.

Giovanni Fichera
nasce a Siracusa il 19 dicembre 1965. Frequenta, con ottimi risultati, l’Istituto Alberghiero “Federico II di Svevia” di Siracusa.Allievo di Giò Scicchitano, consegue il diploma di Tecnico delle attività alberghiere nel 1984 e ne diventa docente nel 1986 ad oggi.

Quann’erumu nnichi

Autore: Carmelo Tuccitto
Genere: Lingua e tradizioni popolari
ISBN:
Pagine: 144 | Prezzo: € 12,00

Pani ri casa e cosi minuti – L’arte panificatoria iblea

Autore: Giuseppe Mazzarella, Maria Mazzarella
Genere: Lingua e tradizioni popolari
ISBN:
Pagine: 80 | Prezzo: € 12,00

Sinossi
Un ruolo molto importante nell’alimentazione contadina era occupato dal pane, non certo quello bianco di frumento, riservato ai livelli più alti della gerarchia lavorativa rurale: u massaru, u patruni. Il pane che poteva permettersi il bracciante agricolo (u pani d’uoriu) era più scuro perché ricavato da un altro cereale, l’orzo, appunto. Tuttavia il rito della panificazione era lo stesso, ed insieme al pane  spesso venivano realizzate delle piccole forme di pane, o semplici biscotti, cose piccole: cosi minuti…

Giuseppe Mazzarella
È nato e vive a Solarino (SR) – ha pubblicato con Morrone Editore il volume “Dolci bicchieri – Nuove tendenze in pasticceria” (2010).

Palori a tinchitè

Autore: Carmelo Tuccitto
Genere: Lingua e tradizioni popolari
ISBN:
Pagine: 144 | Prezzo: € 12,00

Ero bambino nel ‘47

Autore: Antonio Nicoletta
Genere: Lingua e tradizioni popolari
ISBN:
Pagine: 128 | Prezzo: € 12,00

Sinossi
Il novecento è cominciato sotto il segno della fame ed è finito con le prescrizioni dei dietologi per dimagrire. C’era una volta il pane e la polenta, la minestra – molto brodosa – e il riso riscaldato che si appiccicava alla padella. Per almeno cinquant’anni, si è dovuto tribolare per coniugare il pranzo con la cena. Gesù Bambino, a Natale, portava un mandarino ed era festa per tutto il giorno perché quel succo – un po’ dolce e un po’ acido – dava il sapore di una ricorrenza da tenere a memoria. Ma i secondi cinquant’anni, dopo le guerre e il primo periodo della ricostruzione, hanno imbandito le tavole con cibi sempre più ricchi e abbondanti che la gente è stata costretta a misurarne il peso e le calorie. Sarà per questo che le nostre nonne, distrutte dalla fatica nei campi, si ritrovavano con la schiena piegata in due e, a trent’anni, ne dimostravano sessanta. Grembiule nero, fazzoletto in testa, capelli ingrigiti prima del tempo, calze di lana, scarpe robuste e una quantità di figli da mantenere…

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